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Le Critiche ai Principi della Wicca
Una parte di quello che qui è scritto è reperibile su http://paganesimoewicca.bravehost.com/index.html sito linkato dalla Federazione Pagana e curato dal Claudio Simeoni.
Partiamo con:
LA CRITICA AI PRINCIPI DELLA WICCA:
Analisi critica dei “Principles of Wiccan Beliefs”, stilati dal Concilio delle Streghe di Minneapolis, del 1974.
Questa critica è un regalo che faccio ai Wicca: superino questa critica con principi etici, morali, filosofici, dimostrino che questa critica è inconsistente dal punto di vista pragmatico e la Wicca avrà la possibilità di diventare una religione autonoma.
Fa troppo comodo ai cristiani che i Wicca siano degli ingenui: li possono manipolare ed usare meglio per i loro scopi!
Eccolo il regalo di Simeoni... capite, lui che insulta tutte le religioni monoteiste, in modo maldestro e volgare, e in particolare il cristianesimo e il "criminale di Nazareth" rischiando di far passare tutti i pagani per una setta di satanisti estremi, si permette di dare consigli agli wiccan, consigliandogli che cosa? Di dimostrare che la critica che fa è inconsistente dal punto di vista pragmatico...
L'unica cosa che capiamo è che il Simeoni non ha idea di che cosa significhi il termine pragmatismo e a tal fine consigliamo la lettura di qualche testo di James e Peirce.
Per il pragmatismo l'esperienza è la fonte di ogni verità; ogni verità è tale se verificabile con l'esperienza. Ma la raccolta di dati empirici e la loro sistemazione non serve solo, ecco la scoperta dei pragmatisti, per la composizione di un'immagine del mondo, non ha solo funzione conoscitiva, ma serve anche a formulare progetti per la proiezione pratica dell'uomo verso il futuro. La verità, in termini di progetto, è dunque un modello, costruito su base empirica, che sarà verificato dall'uso che se ne farà. Ogni verità è una norma d'azione.
Dimostrare quindi che una critica è inconsistente da un punto di vista pragmatico non vuol dire nulla, è come dimostrare che l'esperienza di una persona è meno valida dell'esperienza di un'altra.
Quello che sarebbe interessante invece è se il Simeoni dimostrasse invece dal punto di vista pragmatico la consistenza di quello che va dicendo, robe come le "linee di tensione", "correnti vegetatitive", "crogiuoli" e cose varie, reperibili nei suoi testi, termini presi in prestito da altri autori, travisati e rimescolati con una sintassi che anche Simeoni sembra fare fatica a comprendere, non conoscendo, come nel caso di pragmatismo, il significato dei termini che usa.
Ma passiamo ai Principles of Wiccan Beliefs, non è nostro compito parlare di Wicca, perchè non abbiamo le competenze, ma solamente mostrare come quello che Simeoni dice sia assolutamento privo di fondamento. Non possiamo e non vogliamo analizzare tutte le sue critiche insensate, posto che dei principi in quanto tali possano essere criticati, ma ne prendiamo ad esempio tre.
I
Critica al primo principio
Il primo principio delle "wiccan beliefs" recita:
"Noi pratichiamo riti per sintonizzarci con il ritmo naturale delle forze vitali segnato dalle fasi della luna, dai quarti e dai mezzi-quarti stagionali."
Ci verrebbe a questo punto da dire Amen... nel senso che, quale critica si può fare a delle persone che vogliono fare dei rituali per sintonizzarsi con le forze vitali? Saranno un po' fatti loro? No, il Simeoni ha da dire la sua naturalmente.
"Ogni rito, in qualsiasi religione, è un “rito di armonizzazione” fra i soggetti che lo compiono e gli oggetti divini cui si rivolgono.
Può essere nel cristianesimo, dove i riti servono per rinnovare il patto col dio padrone e la comunione che consiste nel mangiare il corpo del dio padrone e farlo penetrare nel fedele cristiano. Può essere il pellegrinaggio musulmano a La Mecca o i riti ebraici. Tutti questi riti, sia individuali che collettivi, rinnovano la relazione fra l'individuo e la sua concezione del divino."
Vediamo subito come a Simeoni sfugga che qui si sta parlando di sintonizzazione con il ritmo naturale, quello che secondo molti wiccan, ecologisti, biologi, medici, ecc., la nostra civiltà ci impedirebbe di fare, con i suoi ritmi. Non ci vuole naturalmente una laurea per capire, che gli wiccan sembrano intendere proprio questo, ritrovare una sintonia con la natura che secondo loro è fonte di benessere.
"Un altro aspetto dell'affermazione è: “il ritmo naturale delle forze vitali segnato dalla fasi della luna”.
Le forze vitali sono quelle che un soggetto manifesta e nel manifestarle si mette in relazione con la loro manifestazione nell'oggettività delle forze manifestate nel mondo in cui vive.
Il rito non è fatto dall'Essere Luna: il rito è fatto dall'Essere Umano!"
La frase ridondante sembra più uno sciogli lingua, un soggetto manifesta che diventa il manifestante che si mette però in relazione con la manifestazione dell'oggettività delle forze manifestate nel mondo in cui vive (come manifestazione, ci viene da chiederci?) Insomma trenta trentini entrarono in Trento trotterellando! Per Simeoni il rito non è fatto dall'Essere Luna (e chi sarà mai per lui sto Essere Luna?), ma dall'Essere Umano, ma non mi sembra tuttavia che in questo principio si dica che è la Luna, pardon l'Essere Luna, a fare i rituali e non l'Essere Umano... Insomma, far dire alle cose quello che non dicono sembra essere lo sport preferito del Simeoni, memore forse delle esperienze politiche.
"Che l'Essere Luna agisca nella propria oggettività diventando variabile di adattamento soggettivo per gli Esseri Umani è un dato di fatto. Come è un dato di fatto che l'Essere Luna influenza il mondo circostante. Non per questo io assumo le variabili immesse nell'oggettività dall'Essere Luna come misura della mia esistenza emozionale nel mondo in cui vivo. Al massimo posso usare l'Essere Luna quale misura dello scorrere del tempo; misura dei mutamenti attraverso i quali stabilisco il periodo in cui fare i riti. Ma non di più! Come Stregone posso dire che creo una relazione empatica con l'Essere Luna, ma anche con l'Essere Sole, l'Essere Terra, l'Essere Natura, tutti gli Esseri che la Natura comprende, come tutti gli Esseri della mia specie capaci di comunicare attraverso le emozioni. Però, nulla di tutto questo è detto nell'affermazione sui riti dei Wicca."
Ecco un'altro sciogli lingua, ad ogni modo chissà perchè se Simeoni non ama la Luna perchè tutti dovrebbero non amarla. Insomma se gli wiccan vogliono celebrare la marea che sale, o riscoprire i ritmi agricoli che erano in passato notevolmente influenzati dalla Luna, perchè non possono farlo? E che c'entra l'esistenza emozionale, nel principio non se ne parla. Scopriamo solo che Simeoni è d'accordo con gli Wiccan che lo dicevano prima di lui peò e che quindi sono colpevoli che si può usare la Luna per stabilire il periodo in cui fare i rituali... non di più però, perchè lo dice lui. Non ha chiamato in causa il Sole perchè non sa che i quart e i mezzi quarti stagionali sono stabiliti dal Sole! Ma gli Wiccan lo vorranno informare?
"Che il Wicca affermi di seguire le trasformazioni della Luna, io ne posso prendere atto. Però devo prendere atto che in questa struttura di regole non esiste né il “PERCHE' SI ESEGUE UN RITO!” né le finalità del rito al di là di una ricerca di armonizzazione fra sé e la natura, né le modalità esecutive del rito.
Quest'affermazione sui riti è vaga e può comprendere tutto e il contrario di tutto, anche quanto censura la legge: i limiti del buoncostume, come del resto una vicenda di Wiccani di qualche anno fa' ha confermato.
Si tratta di un'affermazione priva di contenuto e di sostanza, buona per ogni occasione in quanto non impegna chi la fa. In compenso, chi la fa, presta il fianco all'altrui interpretazione: all'interpretazione degli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra."
Bontà sua che ne prende atto, però si dimentica di nuovo del Sole, i quarti e i mezzi querti. Si lamenta del perchè, ma purtroppo non si è reso conto che quello che sta commentando è una lista di principi (si è dimenticato l'etimologia di principio) e non un testo di teologia e che in generale in tutti i testi wiccan e neopagani si spiega il perchè ci si riferisca alla Luna e al Sole... è noto ai più come il Ciclo lunare e quello solare regolassero le attività religiose (oltre a quelle agricole e naturali) per la maggior parte delle civilità. Questo principio afferma una cosa molto chiara, cioè quello che fanno, i principi non devono spiegare dei perchè in generale, i perchè si spiegano dopo. Nel caso della Wicca però i principi sono un punto di arrivo, i perchè erano stati spiegati ben prima del 1974. La vacuità della critica di Simeoni e l'assenza di qualsiasi radice pragmatica (almeno rispetto alla conoscenza di qualche testo wiccan o all'esperienza diretta ed empirica dei rituali della Wicca) è quindi presto dimostrata persino dall'incapacità di comprendere la parola "principio", e dai ridicoli sciogli lingua con cui articola le sue frasi.
Sul macellaio di Sodoma e Gomorra che dire, una colorita espressione, perchè evidentemente tra macellai e meccanici ci si intende.
II
Critica al secondo principio
Il secondo principio recita:
"Noi riconosciamo che la nostra intelligenza ci da una responsabilità unica e particolare verso il nostro ambiente. Cerchiamo di vivere in armonia con la natura, in un equilibrio ecologico che permetta di dare completezza alla vita [...]"
Di nuovo... ci viene da dire, avanti così. Se gli Wiccan riconoscono per se stessi che l'intelligenza comporta una responsabilità nei confronti dell'ambiente, bravi! Invece nulla... anche qui il Simeoni le ha da sparare!
"Gli uomini non sono qualificati per ciò che sono, ma per la loro intelligenza. Sarebbe da chiederci se è l'intelligenza che ci da una responsabilità nei confronti di un oggetto diverso da noi che definiamo “il nostro ambiente”.
Noi, dicono gli Stregoni, riconosciamo di essere parte del mondo dal quale siamo germinati.
Noi, dicono gli Stregoni, ci espandiamo nel mondo in cui siamo germinati esercitando la nostra volontà.
Non esiste un soggetto che germini nel mondo e non manifesti la sua volontà!"
Bhe... che un uomo sia qualificato anche dall'intelligenza umana, come dal linguaggio umano, ecc., non è una cosa irragionevole, ma ci rendiamo conto che nello stilare questo principio gli Wiccan ancora non conoscevano Simeoni... che sia un'eccezione che conferma la regola?
E chi saranno questi Stregoni? Forse i profeti di Simeoni? Sappiamo che germinano e che esercitano la volontà... ma come non si sa! Chi germina vuole, abbiamo capito che Simeoni e i suoi stregoni devono aver leggiucchiato un po' Schopenauer e Nietzsche!
"Essere responsabili, in questo caso, equivale a limitare la capacità di espansione di un soggetto che è germinato nel proprio mondo. Oppure, responsabilità è la scelta dei mezzi attraverso i quali ci si espande nel mondo?
All'interno di un contesto monoteista che saccheggia il mondo a fini di puro dominio, essere responsabili, che cosa significa? Che non si partecipa al saccheggio messo in essere dal monoteismo o che si ferma l'attività di saccheggio del monoteismo?
Quando viene fatta l'affermazione: “Sei intelligente, dunque sii responsabile nei confronti dell'ambiente!” Il significato di ciò che è l'intelligenza e il significato dell'azione che un individuo deve intraprendere affinché io lo ritenga responsabile, ricade sotto il mio giudizio. Ma il mio giudizio che definisce cosa è l'intelligenza e cosa è l'azione responsabile è determinato dai miei fini e dal mio divenuto. Il fatto che si dice che quest'azione è responsabile, mentre l'altra azione non è responsabile, appartiene al mio modo di concepire e vivere nel mondo. Ma se appartiene al mio modo di vivere nel mondo, non posso estendere ad altri il significato delle categorie di ciò che io ritengo responsabile e distinguo da ciò che non ritengo responsabile.
Anche qui forse Simeoni ha scambiato fischi per fiaschi... qui si dice solamente che l'intelligenza umana da all'uomo una responsabilità unica, ma non si dice come esercitarla se non ricercando un equilibrio ecologico con la natura. Insomma, al di là delle masturbazioni mentali del Simeoni, qui sembra che gli Wiccan dicono prima di tutto e in modo molto empirico e pragmatico, che al Simeoni sfugge come abbiamo già visto: "non inquinare!". Cioè non far esplodere centrali nucleari, non far affondare petroliere, non distruggere tutte le foreste. Chi conosce qualcosa di quella scienza che si chiama ecologia sa di che cosa si parla quando si parla di equilibrio ecologico e basta leggere i giornali per capire quanto sia importante che l'uomo ritrovi un equilibrio ecologico con il suo ambiente anche solo non lasciando rifiuti di plastica in giro. Questa è una responsabilità molto empirica e comprensibile anche da un bambino quando gli si dice di tenere la sua stanza pulita e di non lasciare roba in gior per casa.
"Ne consegue che l'atteggiamento di responsabilità nei confronti dell'ambiente è un atteggiamento assolutamente soggettivo. Come atteggiamento soggettivo può essere riempito di ogni tipo di significato a seconda dei fini che la persone che da' il significato, persegue."
Tutti gli atteggiamenti sono soggettivi provenendo da un soggetto, ma qui il fine era solo un fine molto pratico prima di tutto...
"Affermazioni del tipo: “Bisogna essere responsabili!” oppure: “Bisogna amare!” sono affermazioni vuote che non dicono nulla e sono tendenzialmente truffaldine. Infatti lasciano spazio all'immaginazione dell'interlocutore. L'interlocutore per simpatia con colui che pronuncia queste frasi accondiscende in quanto ciò che egli ritiene sia “amare” o “responsabilità” lo riferisce all'altro senza chiedere a chi ha pronunciato quelle parole: “Ma cosa intendi dire? Cosa significa amare? Cosa significa responsabilità?”"
Il caro Simeoni è riuscito a rendere generica un'affermazione che generica non era se non nella sua vacuità... del resto affermazioni come tutto ciò che germina vuole non è certo un'affermazione che brilli di un senso specifico!
"Proviamo a fare un esempio banale. E' da irresponsabili gettare le cartacce per terra! Lo vedo fare: mi chino e raccolgo la carta! Lo vedo fare: mi arrabbio con chi lo fa'! Lo vedo fare: do una coltellata a chi lo ha fatto! Tutti e tre gli atteggiamenti sono responsabili e irresponsabili a seconda del punto di vista che assumo. Esattamente come è l'enunciato Wicca."
Proviamo anche noi a fare un esempio banale, do una coltellata a uno che ha gettato una carta per terra, finisco in galera o sulla sedia elettrica a seconda di dove mi trovo, ho adottato un atteggiamento responsabile verso il mio ambiente che comprendeva anche quella persona? Persino un bambino di terza elementare mi saprebbe dare una risposta...
"La seconda frase crea un obbligo!
Un obbligo senza senso e privo di ogni giustificazione (oltre che manifestazione di ignoranza dei meccanismi di trasformazione dell'esistente).
La vita si sviluppa per contesa furente e per amicizia. I mezzi che uso sono persuasione, armonia e Afrodite. Perché ci sia armonia nell'amicizia fra il soggetto e gli oggetti del mondo è necessario che il soggetto e gli oggetti del mondo manifestino persuasione nelle loro relazioni. Parlare di armonia senza persuasione significa negare la forza delle tensioni della vita proprie dei soggetti che spingono per il superamento dell'attimo presente: significa negare la vita e con essa la Magia.
Inoltre, un soggetto della Natura non può vivere in armonia con la Natura, perché la Natura non è un'entità muta e statica, ma è un'unità in continua trasformazione e in continuo mutamento. Dove c'è continuo mutamento e trasformazione non c'è equilibrio, ma squilibrio continuo. Uno squilibrio che può andare verso l'arricchimento dell'insieme o del suo danneggiarsi."
A questo punto a Simeoni dobbiamo anche noi ricordare un filosofo Eraclito che probabilmente non ha letto visto che non ha capito i successivi:
"Ciò che è opposizione è accordo, e dalle cose discordi sgorga bellissima armonia, e tutte le cose nascono per legge di contesa"
"Il contrasto concorre e dai contrari la più bella armonia"
"Dobbiamo sicuramente considerare prezioso l'ambiente in cui viviamo, ma se lo proteggiamo lo facciamo per noi stessi. Come dei pesci che si assicurano che l'acqua nella quale nuotano sia la migliore. Ma non per questo siamo in armonia con la natura. Abbiamo scelto la condizione affinché noi stiamo bene con noi stessi nell'ambiente in cui viviamo: della Natura in sé ad un Wicca non interessa nulla! Alla Natura in sé degli Esseri Umani gli interessa solo come una specie funzionale alla sua esistenza.
Un monoteista si crede padrone della Natura. Così la saccheggia oppure la protegge! Ma sempre come un oggetto di possesso che gli ha dato il suo dio padrone e di cui lui ne è il gestore! Proteggere la Natura è un'affermazione monoteista! La Natura sa proteggersi benissimo da sola per quanto gli Esseri Umani tendano a distruggerla: semmai, gli Esseri Umani, distruggeranno quanto consente loro di vivere, ma alla Natura questo non importa."
Insomma alla fine tutto questo serviva solo a dirci che Darwin e Newton avevano ragione! E siamo contenti che Simeoni sappia quello che la Natura vuole... finalmente un profeta!
"Il senso della vita è dato dagli sforzi che facciamo nell'affrontarla. Dagli sforzi che facciamo ricomporre le contraddizioni della nostra esistenza: gli squilibri. Cercare di vivere in equilibrio significa cercare di vivere senza contraddizioni. Se si rinuncia a cercare le contraddizioni si rinuncia agli sforzi che ci imponiamo per risolvere le contraddizioni stesse. Gli sforzi cui ci costringiamo per risolvere le contraddizioni della vita sono quelli che plasmano il nostro corpo luminoso. Nella ricerca dell'equilibrio, rinunciamo alla vita!"
Qui andiamo sull'esegesi... con un'altra delle frasi che non vogliono dire nulla, solita frase da film direi "Il senso della vita è dato dagli sforzi che facciamo nell'affrontarla". Ma chi l'ha detto? Ognuno darà alla vita il senso che meglio crede andando a cercarselo nel suo fondo misterioso, se davvero ne ha voglia. Abbiamo poi già mostrato come in realtà siano proprio gli opposti a creare l'equilibrio, purtroppo anche qui il Simeoni non sa quello che dice!
III
Critica al sesto principio
Il settimo principio afferma:
"Noi vediamo la religione, la magia e la saggezza nel vivere unite nel come percepiamo e viviamo il mondo – una visione del mondo e una filosofia di vita che noi identifichiamo come “Stregoneria – la Via della Wicca”
Bravi... buon per voi! Ognuno ha la sua visione del mondo... purtroppo c'è Simeoni che vuole imporre la sua!
"“Noi vediamo la religione...” Dov'è la Cosmologia? Dov'è l'Escatologia? Di cosa stai parlando quando parli di religione?"
Di nuovo si è dimenticato che è un principio e non un trattato di Teologia... ma comprarsi dei libri?
“La magia...” che cos'è la magia? Cosa significa la magia per te che stai dicendo questo? Io so che cos'è la magia: ma so cosa IO intendo per magia. Io che leggo sento le tue parole, ma tu non ne comunichi il significato. Ho l'impressione che tu non sappia il significato della parola magia. Ho l'impressione che tu sia in attesa che io proietti la mia immaginazione per dare significato alla parola che tu usi. Hai mai usato la magia? E cosa hai ottenuto? Quando nelle tue azioni usi la magia e quando non usi la magia?"
Per fortuna che gli Wiccan tra i loro principi hanno il buon gusto di non definire che cosa sia la magia, se ne disute da svariate migliaia di anni e nessuno è ancora arrivato a una conlclusione... tranne Simeoni ovviamente! Del resto difficile in un principio mettersi a parlare delle proprie esperienze personali riguardo alla magia!
"Ed è lo stesso discorso per la saggezza! Quando si è saggi? Qual è il metro di misura della saggezza e qual è lo spartiacque fra la saggezza e la non saggezza? Si scriveranno decine di libri per spiegare che cos'è la magia o che cos'è la saggezza, ma io non voglio le spiegazioni a posteriori, voglio le spiegazioni che sono alla base dell'affermazione del punto che sto commentando."
Chi è riuscito ad arrivare fin qua forse non ha capito chi è saggio, ma sicuramente ha capito chi non lo è... è poco saggio fare dei commenti a dei principi senza conoscere qualcos'altro...
"“Unite nel come percepiamo e viviamo il mondo...” Magia e saggezza per come noi viviamo il mondo, o viviamo il mondo con saggezza e con magia? Sono le nostre azioni nella vita che sono magiche o dobbiamo mettere in atto delle azioni magiche nell'affrontare la nostra vita?
“Ho una visione del mondo; ho una filosofia di vita!” E allora? Qual è? Quella che si pratica con la magia e la saggezza? Non mi hai detto qual è. Non mi hai spiegato cosa questa è o comunque cosa questa non è! Qualcuno potrebbe dire: è una questione soggettiva! D'accordo, ma anche quando le cose sono soggettive si possono definire. Possiamo forse dire che gli uomini non mangiano? Tutti gli uomini mangiano! Il mangiare è un dato oggettivo che nulla toglie alla soggettività e alla libertà su cosa, dove e quando mangiare. Mangiare determina una funzione, un fare, un'azione che è propria degli uomini (e si può, volendo, estenderla anche alle altre specie della Natura). Solo che tu non midici nemmeno questo!
Ogni persona pensa a sé stessa come saggia! Ogni persona pensa sé stessa come unica e speciale: magia?
Poi arriva qualcuno che dice: “Se avete fede potete ordinare alle montagna di gettarsi in mare!” E i Wicca: si buana!"
Alla fine di queste farneticazioni, spero che ci riconosciate il merito di essere arrivati a tre! Se gli wiccan avessero fede forse potrebbero ordinare a Simeoni di gettarsi in mare, certo forse una montagna sarebbe più svelta a capire!